“L’educazione ci insegna a guardare in alto, sempre più in alto. Quando Galileo Galilei puntò il cannocchiale al cielo, scoprì mondi nuovi: le lune di Giove, le montagne della Luna. Così è l’educazione: un cannocchiale che vi permette di guardare oltre, di scoprire ciò che da soli non vedreste. Non fermatevi, allora, a guardare lo smartphone e i suoi velocissimi frammenti d’immagini: guardate al Cielo, guardate verso l’alto.”
(Discorso del Santo Padre agli studenti, 30 ottobre 2025)
Perché l’educazione aiuti a guardare al Cielo, ad alzare lo sguardo verso l’alto, occorre che la scuola sia un luogo accogliente dove si può crescere con il cuore aperto: un luogo non è uno spazio fatto di aule, muri, palestre, campi sportivi, ma è innanzitutto un “corpo vivo”. L’uomo infatti fiorisce solo attraverso la cura, è l’unico essere vivente che viene educato e non semplicemente addestrato.
La nostra proposta educativa può essere sintetizzata in cinque punti:
- Una scuola come luogo di esperienza: l’educazione è sempre un percorso di esperienza dentro la realtà. Le nostre scuole sono luoghi nei quali si vive e si propone un’esperienza, dove la curiosità dei bambini, l’impeto conoscitivo e le domande dei ragazzi sono accolti e sollecitati ad un paragone via via sempre più critico con la propria vita, perché cresca la propria ragione come apertura alla totalità dei fattori della realtà.
Luoghi che sollecitino non tanto, e non solo, l’acquisizione di competenze, ma la consapevolezza e la crescita delle soft skills, cioè i tratti che costituiscono la personalità umana tra cui la capacità di intessere relazioni umane di solidarietà e di condivisione.
- In primo piano la persona: ogni bambino/ragazzo è unico e irripetibile con il suo temperamento e la sua storia. Abbiamo a cuore la serenità di ognuno, il “ben stare”, quindi non la competizione o la performance. Educhiamo nel rispetto dell’unicità della persona perché sia stimolato l’interesse nei confronti della realtà, perché sia acceso il fuoco della domanda di bene, di bello, di verità, di giustizia, di pace. Rispettare l’unicità e accoglierla vuol dire anche valorizzare le potenzialità e i talenti di ognuno.
- Unitarietà della proposta educativa: introdurre alla realtà significa offrire una proposta educativa unitaria che si presenti solida, intensa, sicura e, via via che il bambino diventa più grande, verificabile. E’ un’unità di contenuto ma anche di forma: siamo una comunità educante e il metodo è dato dalla nostra unità rispetto all’ipotesi e allo scopo, nella condivisione della proposta.
- Scuola e famiglia insieme: i primi responsabili dell’educazione sono i genitori. La scuola è strumento pedagogico al servizio della famiglia che sceglie una proposta educativa nella quale si implica.
- Gli educatori e gli insegnanti, punto di riferimento autorevole: la nostra ipotesi culturale si esprime attraverso un metodo che parte dal momento scolastico per coinvolgere la vita intera. Educatore è colui che guida e sostiene i bambini e i ragazzi nel loro addentarsi nella realtà attraverso una presenza significativa e autorevole. L’adulto è autorevole se incarna un’ipotesi educativa unitaria e offre un metodo per introdursi nella complessità del reale indicando, senza sostituirsi, i passi necessari da lui già compiuti nell’esperienza conoscitiva: l’educatore “fa” con il bambino/ragazzo provocandone la libertà.
Il valore delle scuole della nostra rete, dunque, è avere un’ipotesi, una proposta educativa unitaria che contribuisca alla formazione della persona, perché possa, crescendo, portare un contributo positivo e costruttivo per il bene di tutta la società.