

Da venerdì 8 maggio a domenica 10 maggio si è svolto a Figline Valdarno il VII Festival della Cultura umanistica dal titolo “Socrate, dove sei? Dalla scuola come obbligo all’educazione come cammino condiviso”, organizzato dai Licei dell’Istituto paritario Marsilio Ficino, della Rete Liberi di Educare, e dall’Accademia Marsilio Ficino.
All’interno del Convegno è stata organizzata una Tavola rotonda a cura degli studenti delle nostre scuole superiori (Liceo Classico e Scientifico Scienze Applicate International London School Marsilio Ficino di Figline Valdarno, Liceo classico “europeo” Santa Maria degli Angeli di Firenze, Liceo delle Scienze Umane ed Economico-Sociale San Francesco di Sales di Città di Castello, Liceo Economico-Sociale Don Bosco di Montecatini Terme); in questa Tavola rotonda, sui temi del Convegno, gli studenti si sono confrontati tra loro dialogando e interrogandosi e presentando relazioni preparate in classe nei mesi scorsi.
L’iniziativa è all’interno del Progetto Officina del pensiero libero, percorso ideato dalla rete Liberi di Educare per gli studenti delle nostre scuole superiori per sviluppare lo spirito critico e la creatività.
Per favorire lo sviluppo del senso critico e del gusto personale è necessario valorizzare le domande e gli interessi che emergono dagli studenti, perché siano protagonisti del tempo che vivono, della società e della storia.
Gli studenti, nel lavoro di approfondimento, che li ha coinvolti da dicembre a maggio, sono stati accompagnati a scoprire anche il gusto di condividere con gli altri il proprio lavoro per creare esperienze di novità e di confronto.
Nella Tavola rotonda di venerdì 8 maggio è emerso il tentativo da parte degli studenti di esprimere un proprio giudizio critico sulle tematiche del convegno, da Socrate a Platone, a Quintiliano, a che cosa si intenda oggi per scuola e a cosa loro desiderino come scuola. E’ stato un esempio significativo di educazione tra pari, di relazione, di dialogo che ha visto la partecipazione di più di cento studenti del triennio delle varie scuole della rete Liberi di Educare.
In un’epoca in cui le relazioni umane sono sempre più difficili, l’ansia da prestazione in ambito scolastico e la dispersione scolastica imperversano, è stata una novità interessante vedere ragazzi aiutati a intravedere in ciò che studiano qualcosa che li possa interrogare sulla propria vita, a dialogare su questo, a collaborare tra loro, a farsi domande.
Creare luoghi, scuole che introducano i ragazzi alla realtà, al fascino del vero, del bello, sostenendo la tensione alla verità, l’energia della libertà nell’aderirvi e il loro desiderio di vivere nella propria classe una dimensione di amicizia e confronto, anche attraverso lo studio, è il compito più grande e importante che si possa avere.
Così la scuola può essere un luogo di esperienza e di relazione e può contribuire a far sì che gli studenti siano protagonisti del loro tempo e costruttori del bene comune.