



Nella primavera di ogni anno è diventato ormai tradizionale, per il Marsilio Ficino, l’appuntamento con il Festival della Cultura Umanistica: un’occasione per riflettere insieme sul periodo storico in cui viviamo e tracciare percorsi di senso per il futuro. In questa ricerca siamo aiutati dall’Accademia Marsilio Ficino istituzione nata per sostenere l’attività educativa della Scuola attraverso percorsi culturali e una formazione permanente che accompagni lo studente anche oltre la fine del Liceo.
Fondamentale è, quindi, trasmettere l’importanza di una buona formazione che sicuramente deve avere fondamenta solide nella cultura umanistica e nel sapere scientifico. Per questo motivo, nel 2018 io, Lorenzo Artusi, Bruno Meucci, e Gianluca Barone docente di greco e latino incaricato per quell’anno scolastico, come professori e accademici, iniziammo a confrontarci su come rilanciare il Liceo Classico. Così, organizzammo prima la Notte Bianca a sostegno del Classico, poi maturò l’idea di fare un Festival della Cultura Classica su modello del Festival della Filosofia di Modena, Sassuolo e Carpi.

Successivamente proponemmo la nostra idea agli altri accademici trovando subito il loro sostegno e su suggerimento del prof. don Carmelo Mezzasalma decidemmo di dedicarlo alla Cultura Umanistica. La proposta venne accettata in primo luogo perché era già attivo, da qualche anno, l’indirizzo scientifico e dedicare un evento alla cultura classica avrebbe escluso una parte degli alunni. Secondariamente ci avrebbe permesso di ricollegarci sia alla tradizione culturale fiorentina da cui trae origine la Comunità di San Leolino, sia all’Umanesimo francescano a cui si ispirarono i Padri Francescani quando nel 1926 fondarono l’Istituto Marsilio Ficino. Oltretutto avremmo potuto sviluppare varie tematiche, perché il termine umanistico permetteva di toccare aspetti dello scibile umano, sia letterari che scientifici, con uno sguardo alla contemporaneità pur rimanendo legati alle radici del mondo classico.
Il titolo della prima edizione (4-7 aprile 2019): L’identità dell’uomo: essere Classico o Contemporaneo? Riassumeva la nostra idea.
Nel 2016, in occasione del Novantesimo anniversario della Fondazione dell’Istituto Marsilio Ficino, avevamo organizzato un Forum sulla Scuola, invitando varie personalità politiche e delle istituzioni del territorio, per riflettere sulla scuola del futuro. L’evento fu preceduto da un convegno di due intere giornate che vide protagonisti esperti ed educatori provenienti da tutta Italia. Culmine del Forum fu la visita del Ministro della Pubblica Istruzione, onorevole Stefania Giannini. Nell’occasione avevamo allestito la piazza di San Francesco con un palco e più di 400 posti a sedere.
Questo primo evento, fatto in occasione dei Novanta anni della Fondazione dell’Istituto Marsilio Ficino, ci aveva indicato la strada da percorre per organizzare un Festival, ovvero portare la scuola “fuori” dalle aule, avvicinandola alla cittadinanza come luogo di formazione umana, culturale e civile, ricordando che, sia nel passato, sia nel presente, l’Istituto aveva rappresentato, nel territorio del Valdarno Aretino e Fiorentino, un punto di riferimento e di prestigio per l’istruzione dei giovani.

Una scuola che uscisse dalle aule e si spostasse nella piazza più importante di Figline, ecco quale era la chiave di volta per fugare il pregiudizio della scuola cattolica come luogo chiuso, così come era percepito da alcuni, come ambiente elitario ed esclusivo. Una “scuola nella piazza”, come in una agorà greca, ove gli studenti potessero, dal vivo, incontrare e confrontarsi con scrittori, filosofi, pedagogisti, artisti.
Era un modo per far sperimentare loro, in maniera diretta e concreta, a cosa servisse lo studio dei manuali scolastici, era il punto di partenza di un cammino di conoscenza e di scoperta che si concretizzava in “un vivere la cultura”, organizzare l’evento, occuparsi di accogliere, di presentare, di accompagnare i relatori e gli ospiti. Il tutto apprestato in un grande “simposio”, in una tre giorni in cui volti, parole, emozioni, incontrandosi ricreassero un moderno Umanesimo.

Il Festival doveva essere a dimensione di studenti liceali. Doveva essere dedicato a loro. Così, la nostra Comunità, insieme a Sabrina Dei, Carla Battistini, Giovanni Tenucci, Gianluca Barone, Sandra Vigliotti, Stefania Banci, Marco Poggesi, Luigia Scala, Miria Bruni, Fausto Recupero, Rosa Candido Piccolo, Elisabetta Laria, Alessandro Ricci solo per fare alcuni nomi, si lanciò nell’impresa. In cassa avevamo solo 35 euro.
Coinvolgemmo anche don Enrico Maria Vannoni nel progetto e tutti i nostri amici, fu una bella cosa. La seconda edizione saltò per la prima quarantena del Covid19. Quindi venne riproposta l’anno seguente ma a distanza. Nel 2022 tornammo a riveder le stelle.
L’edizione di quest’anno, dal titolo Tra Eracle ed Ermes: l’essere umano nell’era della complessità, si è svolta dal 9 all’11 maggio ponendosi nella prospettiva dei “limiti”. Da un lato Eracle, l’eroe dalla forza invincibile e dall’energia straripante che compie imprese straordinarie, ma pone anche agli estremi confini del mondo noto «[…] li suoi riguardi, / acciò che l’uom più oltre non si metta» (Inferno XXVI 108, sg.). Dall’altro Ermes, il dio che porta i messaggi degli dèi e quindi si muove ovunque; è astuto, ha mille risorse intellettuali e alla fine della vita accompagna le anime oltre il limite dell’esistenza.

La forza e l’intelligenza, il Confine estremo e l’Otre inquietante. Fra questi poli carichi di significato si muove la ricerca di un senso, di un valore, di un fine della creatura umana, affamata di conoscenza, disposta a tutto pur di oltrepassare i propri “limiti”, ma timorosa di un ignoto che sembra farsi sempre più vicino e connaturato alle proprie insopprimibili “esigenze di scoperta”.
E dunque il Limite è un ostacolo o una risorsa? Dove collocheremo il prossimo limes, la nuova frontiera della scienza, delle tecniche e dell’etica? Intorno a queste domande si è snodato il percorso di un Festival che aspira a farsi occasione di risposte, ma soprattutto fonte di nuove sensibilità.