



E’ tempo di iniziare qualcosa di nuovo e fidarsi della magia degli inizi
(Meister Johannes Eckhart)
E’ iniziato il nuovo anno scolastico; l’inizio di qualcosa è carico di novità, attesa, curiosità ma anche di fatica, sacrificio, paura di non riuscire. In realtà questi non sono ostacoli perché ci permettono di “conquistare” ciò a cui teniamo.
Si può desiderare che qualcosa inizi, si può amare l’inizio della scuola se si vive l’esperienza scolastica come un incontro di umanità diverse, se chi lavora nella scuola ci accoglie e sfida il nostro cuore e la nostra libertà, ci testimonia cioè che quello che viviamo, studiamo, impariamo ha a che fare con la nostra felicità. E’ come un dono prezioso e non un dovere imposto.
E’ un inizio d’anno un po’ particolare perché la situazione internazionale crea paure e timore e ci interroga. Le guerre che ancora imperversano e i recenti avvenimenti di Gaza che muovono a manifestazioni e scioperi preoccupano tutti.
Inoltre, altri recenti fatti di cronaca nazionale ci interrogano sulle dinamiche relazionali dei nostri giovani e dei nostri bambini, dai giardini come luoghi di gioco alle aule scolastiche.
Come stare di fronte a tutto questo vivendo la quotidianità, frequentando le lezioni, andando a lavorare?
“La pace si costruisce nel cuore e a partire dal cuore, sradicando l’orgoglio e le rivendicazioni e misurando il linguaggio, poiché si può ferire e uccidere anche con le parole e non solo con le armi” (Papa Leone, 20 maggio 2025)
Queste parole del Papa ci aiutano ad alzare lo sguardo e ci indicano una strada che anche noi possiamo percorrere nel nostro piccolo quotidiano, a cominciare dal nostro stare in classe e dal nostro (di genitori e docenti) accompagnare bambini e ragazzi nel cammino educativo.
A scuola l’impegno che ci è richiesto è con la nostra umanità, attraverso lo studio di chi è educato e il lavoro di chi educa e questo c’entra con la pace e con la possibilità di costruirla questa pace, prendendo sul serio i desideri e le domande del nostro cuore: così possiamo iniziare “qualcosa di nuovo”.
Impegnarsi con la propria umanità vuol dire crescere, prendere possesso della realtà: nell’esperienza scolastica ne sono strumento le discipline, i saperi, le esperienze educative e didattiche.
E’ una sfida al cuore e alla ragione non solo per bambini e ragazzi, ma anche per chi educa secondo le modalità di approccio e di metodo legate alle diverse età e ai diversi ruoli ricoperti.
Si può assaporare la bellezza del sapere se quello che viviamo, studiamo, impariamo ha a che fare con la nostra felicità, vale a dire ha a che fare con le domande di bene e verità del nostro cuore.