



Poco tempo fa è scomparso Gene Hackman, uno degli attori più iconici di Hollywood.
Nel 1986 uscì – con Hackman protagonista – uno dei film “sportivi” di maggior successo ispirato ad una storia vera: l’incredibile cavalcata verso il titolo nazionale di una piccola squadra di basket dell’Indiana. È bene precisare infatti che il film non è biografico e che quindi i tempi (sebbene simili) e i personaggi sono frutto di una sceneggiatura cinematografica che ha preso solo spunto da quanto realmente accaduto nel 1954. Anche il film è ambientato negli anni Cinquanta, sebbene qualche anno prima.
Norman Dale, un ex allenatore, radiato dal basket che conta per i suoi modi rudi e maneschi nei confronti dei suoi giocatori, chiamato da un suo vecchio amico, preside di un piccolo istituto di periferia, accetta di occuparsi della squadra di una scuola superiore di scarsa importanza. Inizia così un percorso certo non facile – tra diffidenza, pregiudizi e fragilità umane – che permetterà però a molti personaggi del film di riscattare sé stessi. Un riscatto che parte innanzitutto da una possibilità ricevuta; da un rapporto umano e da una stima che si riceve, si accetta e sul quale si decide di scommettere e costruire. Come un pallone da basket che qualcuno ti lancia, che devi controllare, ma subito dopo nuovamente passare ad un compagno vicino, che può così tentare il tiro vincente (hoosiers, appunto).
Ci tengo a precisare che, sebbene il film sia di 40 anni, la storia ha un buon ritmo e “si guarda” davvero molto bene.
Durata 115 minuti.
Consigliato per tutta la famiglia, ma che può essere apprezzato in tutta la sua portata soprattutto dai ragazzi di scuole medie e superiori.
Disponibile su Prime Video