
Rilevazione statistica 2024
Aprile 2024
Io gomitolo, tu filo
Maggio 2024Una scintilla da accendere

“La mente non ha bisogno, come un vaso, di essere riempita, ma piuttosto, come legna, di una scintilla che la accenda e vi infonda l’impulso della ricerca e un amore ardente alla verità”
Plutarco
La difficoltà sociale e culturale nella quale siamo immersi, le guerre attorno a noi, la paura del futuro che spesso vediamo nelle giovani generazioni ci impongono di stare di fronte alla realtà con dignità e impegno. Per far questo è necessario essere una presenza diversa, un soggetto in azione. Occorre, in ogni ambito nel quale siamo impegnati, essere persone consapevoli di sé e del proprio destino, del proprio compito nella società, capaci di un’affezione a sé e di “un amore ardente alla verità” e quindi in grado di costruire qualcosa di reale e positivo per il bene di tutti.
Allora, qual è il compito della scuola?
La conoscenza, attraverso la trasmissione dei saperi, è necessaria ma non sufficiente.
L’acquisizione di qualità trasversali come la fiducia in sé, la capacità di relazionarsi, di lavorare in modo autonomo e insieme ai pari, la stabilità emotiva, l’apertura all’esperienza, la serenità nello stare a scuola sono tra gli obiettivi di una scelta educativa che metta al centro la persona e la sua unicità.
Per questo la scuola non può essere solo il luogo della trasmissione dei saperi; il baricentro della scuola non può essere ridotto alla padronanza del sapere e alla sua misurazione.
La formazione della persona e la sua relazione con la realtà, e quindi il mondo, costituiscono il nucleo centrale dell’educazione stessa. I tratti che costituiscono la personalità umana, tra cui gli aspetti legati al desiderio e alle dimensioni socio-emozionali (soft skills) e l’introduzione alla realtà secondo tutta l’ampiezza dei suoi fattori sono l’origine del percorso educativo.
In quest’ottica qual è allora il compito di un docente, di un educatore?
Innanzitutto, occorre recuperare il motivo per il quale un docente, nel proprio lavoro educativo e didattico, si mette veramente in gioco e fa sì che i propri alunni imparino e crescano nella totalità della loro umanità e nello spessore del loro desiderio di bene, bellezza, verità e giustizia.
Attraverso l’insegnamento e il rigore scientifico delle discipline, lo scopo della scuola, per come la intendiamo noi, è la trasmissione dell’impegno che il docente stesso ha con l’uso della propria ragione. Attraverso la singola materia di studio, che è una modalità di indagine e conoscenza della realtà, un docente seriamente impegnato con sé e il proprio compito, trasmette la passione alla realtà intera, non solo la passione per la disciplina che insegna.
Per questo il docente introduce l’allievo alla realtà in tutta la sua ampiezza e lo fa attraverso gli strumenti che possiede, sollecitando e sostenendo l’uso della ragione dell’alunno. Solo così imparare diventa un’esperienza di bellezza e interesse reale, pur nella fatica dello studio che non è mai sterile e fine a se stesso.
I nostri docenti cercano quindi nell’unità di un lavoro condiviso e guidato, attraverso la propria esperienza, il proprio studio e aggiornamento, di rispondere al bisogno fondamentale della conoscenza che avviene non solo comunicando contenuti ma soprattutto sollecitando e sostenendo il desiderio, l’uso della ragione, l’amicalità, la responsabilità personale, la stabilità emotiva, l’apertura all’esperienza, fattori che concorrono alla serenità e allo sviluppo della persona nella sua totalità.
Allora anche le proposte e gli strumenti didattici che vengono individuati e che sono oggetto di monitoraggio continuo sono finalizzati a favorire l’apprendimento inteso come conoscenza reale, positiva e ragionevole.
Solo così si può affrontare con intelligenza, entusiasmo, realismo e vigore il cambiamento inevitabile e sempre più veloce delle circostanze in cui viviamo.



